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I Nostri Successi

Il successo arriva quando l'opportunità incontra la preparazione

- Zig Ziglar

I successi dello Studio Legale Cimino

Questa pagina vuole promuovere e ancor più, evidenziare parte dei successi dello studio ottenuti in ambito giudiziale. L’impegno, la dedizione, l’approfondimento sono caratteristiche che contraddistinguono lo Studio Legale Cimino, in grado di cimentarsi, grazie all’articolazione interna e alla profonda, crescente professionalità del suo titolare, in ogni settore del Diritto, conseguendo risultati favorevoli sia che rivesta il ruolo di attore/ricorrente, sia nel ruolo di convenuto come nel più delicato ufficio di difensore di fiducia nel processo penale.

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Nullità dell’accertamento per induzione

La Corte di Cassazione con una decisione pubblicata lo scorso 10 Febbraio 2021, dove la parte resistente era assistita dall’Avv. Gelsomina CIMINO ha deliberato circa la tendenza dell’Agenzia delle Entrate a determinare la “plusvalenza” sul prezzo indicato nella compravendita di un terreno a vocazione edificatoria, facendo riferimento al valore dichiarato ai fini dell’imposta di registro.

La Suprema Corte accogliendo le eccezioni del contribuente così come formalizzate dall’Avv Gelsomina Cimino ha respinto il ricorso, confermando che l’Amministrazione finanziaria non può procedere all’accertamento del “maggior valore” attraverso un semplice processo di induzione, ma deve fornire elementi gravi, precisi e concordanti che supportino l’accertamento del maggior corrispettivo rispetto a quanto dichiarato dal contribuente.

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Alunni disabili: il diritto allo studio è sacro

La Costituzione impone agli Istituti Scolastici di adottare ogni misura atta ad assicurare l’effettività del diritto allo studio: non può essere respinto l’alunno che per difficoltà psico-attitudinali non riesce a tenere il passo degli altri compagni. Lo stabilisce il T.A.R del Lazio con Ordinanza su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Escluso il controllo dell’Antitrust sull’attività di recupero crediti. Sentenza del Consiglio di Stato

Escluso il controllo dell’Antitrust sull’attività di recupero crediti.
Il Consiglio di Stato, irrompendo rispetto a innumerevoli precedenti adottati per la stessa materia, in un procedimento patrocinato dall’Avv. Gelsomina CIMINO, ha infine riconosciuto che L’Autorità Garante per la Concorrenza e per il Mercato non ha competenza circa l’applicazione di sanzioni a carico di società di recupero di crediti, già assoggettate al rilascio di apposita Licenza di Polizia (art. 115 Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) ad opera della Questura.
Con la Sentenza n. 3102 pubblicata il 13.05.2019 la Sezione Sesta del Consiglio di Stato ha così definitivamente risolto la vicenda che ha visto come protagonista l’Agenzia Riscossioni Esattoria con sede in Roma, tacciata da più parti di essere la “FINTA” Agenzia delle Entrate, vanificando in tal modo l’opera commissionata da diversi Enti Pubblici, consistita nell’intraprendere attività di recupero crediti, sostituendosi – e in modo assolutamente efficace, con risultati ben superiori ad ogni aspettativa e certo mai conseguiti attraverso gli ordinari canali della riscossione statale – agli Enti normalmente preposti.
I Giudici di Palazzo Spada hanno infatti riconosciuto che “il regolare e corretto esercizio dell’attività in questione è rimessa – non già all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, bensì – all’esame degli organi specificamente preposti al rilascio del titolo autorizzativo ed al controllo di conformità della condotta ad esso”
E ancora, scendendo nel dettaglio delle censure mosse dall’Avv. Gelsomina CIMINO avverso il provvedimento sanzionatorio dell’AGCM, il Supremo Giudice Amministrativo ha escluso che ai destinatari delle lettere denominate “Preavviso di esecuzione” possa essere applicata la speciale disciplina consumeristica dettata dal Codice del Consumo e ciò in accoglimento della tesi offerta per cui, il “trasgressore” di una sanzione amministrativa giammai può assumere la qualifica di “consumatore” ai sensi dell’art. 3 del Codice del Consumo.
Tale impostazione risponde d’altronde, alla scelta legislativa (vds art. 35 del D.L. 50/2017) di attribuire alle amministrazioni locali il potere di affidare ad un soggetto preposto alla riscossione nazionale, il ruolo di “esattore” delle entrate tributarie e patrimoniali dell’Ente.

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Giudizio di Ottemperanza

Se la Pubblica Amministrazione non adempie all’ordine del Giudice, provvede il Prefetto. Lo stabilisce il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio con Sentenza su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Poteri sanzionatori dell'ANAC

L’annotazione nel casellario informatico, ai sensi dell’art. 6, co. 11 e dell’art. 48 d. lgs n. 163/2006 e art. 8, co. 2, lett r) ed s) del dpr n. 207/2010, nonché l’irrogazione della sanzione amministrativa pecuniaria fino a euro 51.545,00 di cui all’art.6, co. 11 del d. lgs n. 163/2006 non può avvenire se manca la prova circa la sussistenza degli elementi soggettivi del dolo o almeno della colpa grave e, in ogni caso, già nella fase di ammissione dell’Operatore Economico alle procedure di gara, grava sulla SA l’onere di verificare la presenza dei requisiti richiesti a pena di nullità: è quanto ha deciso l’ANAC in un procedimento in cui l’avv Gelsomina CIMINO rappresentava l’Operatore Economico destinatario della comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio cit.

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Gli elementi oggettivi del reato di Truffa

Presupposto indefettibile del reato di truffa è l’inganno col quale una persona viene introdotta a compiere un atto che comporta una diminuzione del suo patrimonio. Oltre ai raggiri e agli artifizi con cui viene realizzato l’inganno, perché possa configurarsi il delitto in parola, occorre altresì che la condotta dell’agente sia anche la causa dell’errore in forza del quale il soggetto passivo esegue la disposizione patrimoniale.

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Insussistente Iscrizione nell’elenco degli Intermediari Finanziari: la regola di non operatività nei confronti del Pubblico

Non ricorre la fattispecie delittuosa di cui all’art. 132 D.lgs 385/93 qualora, difettano i requisiti dell’esercizio dell’attività finanziaria nei confronti del pubblico e del carattere della professionalità: nel caso in esame si trattava infatti di operazioni intercorse fra società dello stesso gruppo, senza alcuna possibilità di ledere la libera concorrenza del mercato.

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Sequestro preventivo finalizzato a confisca e diritto di abitazione

Presupposto perché debba riconoscersi al preposto e al suo nucleo familiare, il diritto di abitazione ex art.47 l.f non è l’assoluta impossidenza ma la semplice necessità abitativa.
Lo stabilisce la Corte Suprema di Cassazione (prima sezione penale) con Sentenza, su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma, avverso il Provvedimento del Tribunale penale di Reggio Calabria.

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Aggiudicazione all'asta

Il contratto di locazione stipulato dal debitore non è opponibile al terzo aggiudicatario, salvo che trascritto anteriormente al pignoramento. Lo stabilisce con Ordinanza il Tribunale Ordinario di Roma, su reclamo cui ha resistito l’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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I debiti sopravvivono alla cancellazione di società

Il socio accomandatario risponde personalmente dei debiti sociali anche dopo la cancellazione della società. Lo stabilisce la Corte Suprema di Cassazione (VI Sezione civile) con Ordinanza su controricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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L’Accertamento Tecnico Preventivo

L’art. 696 bis c.p.c. prevede la possibilità per le parti di chiedere l'espletamento di una consulenza tecnica prima dell'istaurazione di un processo di merito «anche al di fuori delle condizioni di cui al comma 1° dell'art. 696», affinché il consulente provveda all'accertamento e alla determinazione dei crediti derivanti da illeciti contrattuali ed extracontrattuali.
La peculiarità è rappresentata dal fatto che il consulente, prima di depositare la propria relazione e proprio sulla scorta degli esiti di tale relazione, tenta la conciliazione di talché dovranno essere respinte istanze di consulenza tecnica palesemente esplorative o, comunque, relative a fatti non pertinenti al thema decidendum del futuro processo o, ancora, istanze che demandano al consulente tecnico la soluzione di questioni di carattere giuridico: è quanto emerge dalla pronuncia del Tribunale di Firenze dove l’Avv Gelsomina Cimino rappresentava la parte resistente.

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Danni per invalidità temporanea

Il Tribunale di Monza, in una causa patrocinata dall’Avv. Gelsomina CIMINO ha riconosciuto – discostandosi profondamente dagli ordinari criteri di liquidazione generalmente adottati – la responsabilità del danno da invalidità temporanea per la durata di ben otto anni.

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Fidejussione o contratto autonomo di garanzia?

Con il contratto autonomo di garanzia – sorretto da espressioni quali “a prima richiesta” o “senza obbligo di preventiva escussione” il creditore garantito può fare affidamento su una disponibilità analoga a quella del deposito cauzionale. Lo stabilisce il Tribunale Civile di Roma con Sentenza su ricorso opposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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L'autonomia della garanzia prestata dal fidejussore

La banca che ha prestato garanzia autonoma per l’esatto adempimento delle obbligazioni a carico del debitore, non può opporre al creditore eccezioni relative al pregresso rapporto contrattuale. Lo stabilisce con Sentenza il Tribunale di S. Maria Capua Vetere, su ricorso opposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Danni per inesatto Adempimento Professionale Avvocato

Il Tribunale di Frosinone, in una causa patrocinata dall’Avv Gelsomina CIMINO ha confermato l’orientamento della Cassazione, opportunamente richiamato dalla parte convenuta, per cui laddove si verta in materia di responsabilità professionale, il cliente che sostiene di aver subito un danno, per l'inesatto adempimento del mandato professionale del suo avvocato, ha l'onere di provare: a) l'avvenuto conferimento del mandato difensivo; b) la difettosa o inadeguata prestazione professionale; c) l'esistenza del danno; d) il nesso di causalità tra la difettosa o inadeguata prestazione professionale e il danno (Cassazione civile, sez. III, 18/04/2007, n. 9238).

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Indici della subordinazione

La distinzione fra rapporto di lavoro autonomo e rapporto subordinato, deve basarsi sull’indagine circa l’accertamento della eterodirezione delle modalità, anche di tempo e di luogo, della prestazione, nonchè di uno specifico obbligo di presenza e frequenza, con annessi obblighi di giustificazione dei ritardi e delle assenze, e della correlativa sottoposizione del prestatore d’opera ad un potere disciplinare e sanzionatorio del datore di lavoro. Lo stabilisce il Tribunale Civile di Roma con Sentenza su ricorso opposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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L'attualità del Periculum nel procedimento giudiziale

Il reclamo avverso un provvedimento cautelare già negativo per carenza di fumus, non può proporsi alla luce di fatti sopravvenuti alla richiesta cautelare. Lo stabilisce il Tribunale Civile di Roma con Ordinanza su reclamo a cui ha resistito l’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Conflitto genitoriale o incapacità?

La madre che non sa aiutare la figlia a superare gli effetti di una violenza sessuale perpetrata dal padre già allontanato, perde la potestà genitoriale. Lo stabilisce La Corte d’Appello di Roma sezione per i Minorenni, su ricorso proposto dalla madre avverso la decisione del Tribunale per i Minorenni di Roma, sollecitato dall’Avvocato Gelsomina Cimino.

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Disconoscimento di paternità

L’esame del DNA è prova sufficiente per accertare la paternità. Lo stabilisce il Tribunale Civile di Monza con Sentenza su ricorso opposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Assegno di mantenimento Rebus Sic Stantibus

Va aggiornato l’assegno di mantenimento in presenza di migliori condizioni economiche del coniuge tenuto al versamento. Lo stabilisce il Tribunale Civile di Tivoli con Sentenza su ricorso proposto dall’Avvocato Gelsomina Cimino del Foro di Roma.

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Diritto all'attribuzione dell'assegno divorzile

Il Tribunale di Palermo, in una causa patrocinata dall’Avv Gelsomina CIMINO ha confermato l’orientamento della Cassazione, opportunamente richiamato dalla parte ricorrente, per cui è stato ritenuto insussistente il diritto all’attribuzione dell’assegno divorzile.

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